Cinque giorni di pace

La catastrofe, nel manifestarsi nei rapporti di potere e di dominio, non solo è già avvenuta ma continua ad accadere, incessantemente e a ritmo costante.
L'intervallo di tempo tra un episodio di violenza e l'altro esiste solo in virtù di una funzione riflessiva, laddove ancora possibile, sulla assurdità e l'impossibilità di compiere qualsiasi atto umano in risposta.

I rapporti di potere non sono "relativi" ma unilaterali e impermeabili a qualsiasi manipolazione.
Sulla pelle dei più deboli, degli esclusi, leggiamo i segni di tale antica e morbosa danza tra oppressi ed oppressori. Di tutto, la burocrazia ne conserva le tracce: in edifici, protocolli, marche da bollo.

con
Antonio Petti
Francesco Roselli

 

voci di
Francesco Sframeli
Spiro Scimone
Anna Maria Siani

 

testi di
Francesco Sframeli
Spiro Scimone
Seneca

 

traduzioni
Francesco Petti

 

riprese e montaggio
Carlo Roselli

 

diretto da
Francesco Petti
Carlo Roselli

 

in collaborazione con
ErreTeatro

 

una produzione
teatrisospesi

Prima proiezione in occasione di "Teatrografie: Spiro Scimone e Francesco Sframeli, tra pensiero critico e straniante evasione"

Questo sito utilizza dei cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o continuando la navigazione in qualsiasi altro modo, acconsenti all'uso dei cookie.